Scegliere l’allarme per la casa

Come scegliere un antifurto o un allarme

Fase uno: analisi

Prima di scegliere un antifurto casa, è necessario esaminare con attenzione la tipologia di impianto più adatto alle proprie esigenze. Un ottimo impianto di allarme deve essere fatto, come un buon vestito: su misura.

Il punto di partenza dovrebbe sempre saltar fuori da una breve analisi, il seguente questionario può venire in aiuto:

  • Come vivo la casa?
  • Preferisco allarmare la casa in assenza dei sui abitanti o avere una protezione anti-intrusione anche quando la famiglia è all’interno dell’appartamento?
  • Desidero impostare l’allarme per la zona giorno mentre la famiglia si trova nella zona notte?
  • Vorrei fermare l’intruso prima ancora che questo provi ad entrare?
  • Possiedo animali?
  • Qualora ci siano animali, questi sono di piccola, media o grande taglia?

Ma le domande più importanti dovrebbe essere queste:

  • Che valore ha la sicurezza della mia casa e della mia famiglia?
  • Posso continuare ad avere paura anche chiudendomi in casa?

Aperture vulnerabili

Bene, ma il numero di aperture vulnerabili, o di accessi da tenere controllati deve essere considerato?

Certo, deve esserlo, ma non è ancora il momento! Prima di occuparci di questo si dovrebbe pensare a quanto segue:

  • Il mio elettricista è un installatore o è anche un centro assistenza autorizzato dalla casa che produce l’impianto?
  • Avrò un piano di manutenzione programmato per mantenere l’impianto efficiente nel tempo?
  • Il mio installatore verificherà quotidianamente lo stato di salute del mio impianto? Può  programmare tempestivamente un intervento di manutenzione straordinaria per non lasciarmi “scoperto” neppure per una giornata (o nottata)?
  • Avrò la garanzia per uno, per due o per cinque anni?
  • Cosa copre la garanzia?
  • Avrò la copertura Kasko?
  • L’antifurto mi invia istantaneamente una fotografia o un piccolo video di chi o cosa abbia fatto scattare l’allarme di intrusione?

Anche in questo caso c’è una domanda cruciale:

  • Il mio antifurto è collegato con una centrale operativa riconosciuta dal ministero della difesa che possa inviarmi le forze dell’ordine in caso di necessità?

Oramai i buoi sono scappati

L’antifurto è una cosa seria, ma le statistiche raccontano che il più delle volte si istalla l’antifurto dopo che si è subito una effrazione, e lo si fa in modo convulso e senza valutare effettivamente tutti questi fattori che sono determinanti, o peggio, si fa in base al budget… Ricordati, migliore non sempre è più costoso, e più costoso non sempre è più adatto a te.

Ora, tenendo bene in mente i questionari di cui sopra si può pensare a dimensionare l’impianto per la nostra casa annotando questa breve serie di informazioni:

Dimensioni della superficie da proteggere; numero di accessi esterni; animali domestici (razza e taglia); rapporto tra le ore in cui si abita la casa e quelle in cui la casa è incustodita.

Fallo prima che i buoi siano scappati, avrai tempo per ragionare con calma e non commettere errori di cui potresti pentirti.

Evita l’acquisto on-line

Coloro che amano l’e-commerce, sanno che un impianto anti-intrusione è acquistabile on line. È possibile trovare dei pratici kit antifurto fai da te, che non richiedono la presenza di un tecnico per l’installazione… Bene, di sicuro non avrai comprato un sistema anti-intrusione, avrai acquistato qualcosa la cui utilità sarà piuttosto discutibile!

Bisogna fare attenzione a non lasciarsi attrarre da prodotti economici, e sopratutto evitare il fai da te: ricorda, anche tra le fila degli elettricisti, i competenti in fatto di allarmi ed impianti di sicurezza sono davvero pochi.

Tipologia di antifurto

Esistono principalmente tre strategie per fermare un intruso, intendo dire che l’allarme potrebbe intervenire principalmente in tre modi:

  1. dopo che l’intruso è entrato nell’area da proteggere;
  2. mentre sta accedendo;
  3. prima che provi ad accedere.

Ovviamente la scena ideale sarebbe fare in modo di fermare l’intruso prima ancora che si avvicini ad una porta o ad una finestra (tipo 3), questo limita i danni per l’effrazione a zero.

È piuttosto evidente che far partire un allarme dopo che il ladro sia entrato in casa, anche se il malintenzionato scappasse, come minimo ci ritroveremo con una porta o una finestra distrutte…

Purtroppo non è sempre possibile, per varie ragioni installare un impianto di questo genere, e si passerà alla seconda tipologia (fermare il malvivente mentre prova ad accedere).

Qualora anche questa tipologia di protezione non fosse sostenibile per la nostra casa, e solo in quel caso, si potrà pensare ad una protezione del primo tipo.

Wireless o cablato

La scelta tra un impianto wireless e uno cablato non è determinante, purché si tenga presente che gli impianti wireless necessitano di essere monitorati con una frequenza maggiore e di solito hanno un costo più alto, in compenso i costi di installazione sono molto modesti (rapidi ed indolori).

In caso di blackout, l’impianto, a parità di numero di sensori e di batteria tampone della centrale potrà rimanere attivo per giorni e giorni. Cosa questa che invece non succederà con gli impianti di sicurezza cablati: in caso di mancanza di energia elettrica manifestano una durata di esercizio, a volte ridotta a solo qualche ora, altre anche 12 ore e solo molto raramente si arriverà alle 24 ore o più.

Le capacità anti manomissione e l’affidabilità, sono paragonabili e non ci sono differenze sostanziali che spingano, in questo senso, a scegliere una categoria piuttosto che un altra.

Un dato falso che serpeggia tra gli elettricisti e gli impiantisti è che un impianto filare (cablato) necessiti di una messa a punto una tantum e non serva manutenzione o monitoraggio. Va da se che si sta parlando di un dispositivo elettrico/elettronico soggetto ad anomalie come a disfunzioni e guasti sia che si tratti di un impianto cablato che di uno senza fili.

Supporto telefonico

Il supporto telefonico per effettuare una chiamata ad uno o più numeri memorizzati è oramai appannaggio di quasi tutti gli allarmi in commercio, molti consigliano di collegarlo alla linea telefonica casalinga, ma in effetti sarebbe meglio collegarlo con una SIM multi-operatore per garantire una comunicazione efficace e sicura…

Si, ma con chi deve comunicare il mio impianto di allarme? Pensa ad una scena di questo tipo: sei fuori casa con la famiglia, scatta un allarme e la centralina del tuo impianto ti chiama… Cosa fai? Come minimo vai nel panico! Chiami i carabinieri? Chiami il tuo vicino? Non è a casa neppure lui.. E ora?

Vedi, non è efficiente, non è efficace, non è sicuro! Ti mette solo in uno stato d’ansia e di agitazione che ti impedisce di intraprendere le azioni corrette per risolvere l’emergenza. Questa evenienza necessita di sangue freddo e distacco emotivo, non è da tutti!

Molto meglio che il tuo allarme non ti contatti affatto, ma che a farlo sia una centrale operativa con persone addestrate e certificate dal ministero della difesa, completamente distaccate, che possano prendere le giuste contromisure con freddezza e professionalità per aiutarti nel momento del bisogno.

Tastierino inserimento allarme

La quasi totalità di impianti antifurto casalinghi o per esercizi commerciali è dotata di un tastierino numerico per inserire e disinserire l’allarme. Questa cosa è di uso comune, tuttavia non è detto che sia una cosa buona.

Per permettere la sua funzione, è necessario che sia programmato un ritardo nell’attivazione dell’allarme (mediamente da una ventina di secondi a un minuto) tanto da lasciare che il titolare dell’impianto possa entrare e disinserirlo, oppure inserirlo e poi uscire… Ma in caso di effrazione l’allarme scatterà dopo il tempo di ritardo impostato dando al malfattore il tempo di iniziare a rovistare in casa, distruggendo molte cose. Hai idea di quanti danni un ladro ben determinato possa fare in 40 secondi?

Ecco, in prima analisi abbiamo permesso al ladro di entrare, e anche qualora questi non fosse riuscito a rubare nulla, ci ritroveremo con la porta, o la finestra distrutte, un divano sbranato e cassetti sparsi sul pavimento… Non sarebbe stato più saggio fermare il ladro mentre tentava di rompere la porta o ancor prima che si avvicinasse ad essa?

Scegli sempre un allarme che possa essere disinserito prima di accedere all’area protetta!

Falsi allarmi

Regola dei falsi allarmi: i falsi allarmi sono inversamente proporzionali alla qualità dell’impianto e direttamente proporzionali al quadrato della mancanza di manutenzione.

Un impianto di qualità e con un sistema di monitoraggio giornaliero inseriti in un piano di assistenza programmata danno falsi allarmi solo a causa di errori nella conduzione dell’impianto ad opera dei suoi titolari.

Un impianto scadente o non correttamente manutenuto sono fonte certa di falsi allarmi.

Non dar credito alle “mirabolanti” tecnologie paventate da alcuni produttori che asseriscono di poter ridurre i falsi allarmi fino al 99,8% (o qualsiasi altro valore possano inventarsi), Le uniche cose che riducono i falsi allarmi sono una manutenzione continua e un monitoraggio giornaliero dello stato di salute dell’impianto, oltre, ovviamente, ad un corretto utilizzo e una corretta progettazione dell’impianto stesso.

 

Impianto acquistato o impianto noleggiato?

L’acquisto di un impianto di allarme che risponda alle reali esigenze di sicurezza ha un costo non trascurabile, ma tieni presente che può essere anche ottenuto tramite un finanziamento (se si è dei privati cittadini) o noleggiato se si è una impresa o un esercizio commerciale.

Il pagamento dei canoni di noleggio o delle rate di pagamento dovrebbe essere la cifra certa che pagheremo da li in poi. Purtroppo molte ditte che offrono i loro servizi in questo modo, una volta finita la garanzia del prodotto (uno o due anni), continuano a percepire i loro canoni di riscatto per altri 3 o 4 anni, e durante tale periodo, le sostituzioni o le riparazioni sono a pagamento.

Alcuni addirittura fanno pagare anche l’intervento in garanzia (solo la mano d’opera), cosa che non credo che sia del tutto legale…

Assicurati allora che nel tuo acquisto sia compresa una assicurazione Kasko per tutta la durata del noleggio o del rateizzo, così da non doverti più preoccupare di altro che non sia pagare le rate!

Tieni presente, che in questo caso, la ditta sarà sempre ben felice di venire a fare manutenzione o monitoraggio: sarà pagata per farlo, dalle indennità assicurative, non da te!

Inoltre, i vantaggi fiscali derivanti da un noleggio portano i costi dell’impianto a zero nel caso di una attività commerciale e possono ridurre fino al 50% i costi per un privato.

Quindi? Noleggialo ma fai attenzione a chi lo noleggia (spesso la pubblicità è ingannevole, non lasciare che gli spot televisivi ti confondano)

Conclusioni

Questa è solo una piccola panoramica per aiutarti a comprendere il mondo degli impianti di sicurezza: se vuoi saperne di più visita la sezione “Approfondimenti”

Tutto questo è valido anche per le attività commerciali o per le aziende? No, la scelta coinvolge anche altri aspetti e ne potrebbe tralasciare alcuni, ma per l’assistenza e la manutenzione, la centrale operativa e la garanzia Kasko il discorso non cambia. Scopri di più sulla scelta per le aziende

 

 

Contattami, ti invierò un consulente che potrà aiutarti a scegliere l’impianto migliore per la tua casa!