Equilibrio dei carichi e rifasatore

Equilibrio dei carichi e rifasatore

Mi sono spesso sentito dire, da molti clienti, che il check-up è inutile perché il loro elettricista ha provveduto ad eseguire un corretto equilibrio dei carichi sulle tre fasi.

Io rispondo: “capisco che il suo elettricista abbia fatto un ottimo lavoro. Non sarò certo io a mettere in discussione la qualità dell’operato, ma mi dica, le fatture per la fornitura elettrica le paga lei o le paga il suo elettricista?”.

Cala il silenzio per qualche secondo…

Veniamo al punto. In impianti trifase l’importanza dell’equilibrio dei carichi non è relativo ne pertinente all’ottenimento di un alto fattore di potenza (cosφ = 1). Non sono neppure lontanamente parenti. La situazione ideale vorrebbe che le fasi avessero carichi equilibrati solo per ridurre il più possibile la corrente presente sul neutro sino a portarla, in condizioni “perfette”, ad essere nulla.

Ma se anche questo “traguardo” non fosse raggiunto, non comporterebbe costi aggiuntivi in bolletta.

 

Esempio pratico

Facciamo un esempio: contatore trifase da 30KW perfettamente distribuite su tre fasi. Il mio impianto avrà dei conduttori di adeguata sezione, idonei a trasportare i 10KW per fase. Ora ipotizziamo che andassi a prelevare 20KW da una fase e 5KW da ciascuna delle rimanenti, sarei ancora entro i 30KW totali ma i conduttori della fase con l’assorbimento maggiore dovrebbero essere dimensionati per il nuovo carico.

Ecco che l’impianto così fatto avrebbe un costo maggiore in termini di posa in opera, ma non di esercizio. E qualora i cavi non fossero in grado di trasportare quel carico potrebbero surriscaldarsi e fondersi.

Inoltre, il contatore, specie quelli di ultima generazione, tendono ad impedire un disequilibrio eccessivo tra le tre fasi andando in protezione (resti al buio e riarmi il contatore).

 

A cosa serve equilibrare l’impianto

In sintesi il corretto bilanciamento serve a risparmiare sulla sezione dei cavi posti in esercizio nel tuo impianto e ad evitare che le protezioni proprie o quelle del distributore intervengano per prelievi di potenza prelevata con eccessivo disequilibrio.

Tutto questo, con il cosφ, non ha niente a che vedere.

 

Rifasatore

Altra cosa è il rifasatore: anche in questo caso molte persone mi dicono di essere già a posto perché hanno il rifasatore montato dall’elettricista “solo” due anni prima (poi fai il check-up e trovi un cosφ a 0,79)! La mia risposta è sempre la stessa: “le bollette le paga il tuo elettricista?” No? Strano!

Un rifasatore è un qualcosa che introduce un carico reattivo uguale contrario a quello presente nell’impianto, con lo scopo di sommare algebricamente le due reattanze (quella capacitiva del rifasatore con quella induttiva dell’impianto) per innalzare il cosφ.

E credimi, funziona, funziona alla grande, ma solo sulla fondamentale, ignorando a piè pari armoniche e correnti parassite… Inoltre funziona solo quando il carico sul tuo impianto è invariabile, e prevedibile. Intendo dire che un rifasatore è efficiente solo pochi minuti al giorno, se sei fortunato solo poche ore. I carichi sul tuo impianto non sono costanti ma variano a seconda della produzione, delle macchine in funzione, della stagionalità, del numero di persone attive in un dato momento, e moltissimi altri fattori.

Talvolta, neppure troppo raramente, un rifasatore può portare più danno che risparmio.

Tuttavia, avere un rifasatore è cosa buona. Che sia statico o variabile, necessita di attenzioni e manutenzioni piuttosto frequenti e deve essere installato da qualcuno che non sia solo un elettricista esperto, ma che abbia anche a cuore il portafoglio del cliente.

In ogni caso, il beneficio che può portare è innegabile, purtroppo, quasi sempre insufficiente nel determinare un risparmio significativo.

 

Conclusioni

Anche se hai un impianto perfettamente equilibrato, anche se disponi del miglior rifasatore, prenota il tuo check-up gratuito!